
Targa per la 2° classificata.

Targa per la poesia 3° classificata.

Ci congediamo salutandovi calorosamente.

Targa per la 2° classificata.




Coltri di nubi coprono il cielo,
ma nelle valli a tratti il sole scioglie il velo.
Un velo grigio e bianco
che dà riposo al tuo occhio stanco.
Guardi i pascoli puliti e verdi
da lì si ode in lontananza il suono delle greggi,
un tintinnio leggero in cui ti perdi.
E perdi anche la cognizione del tempo e dei pensieri,
e cominci a vagare in un labirinto di sogni e desideri,
desideri del cuore
desideri profondi...
Desideri che la sofferenza non ti può portare via,
anche se purtroppo, può farti soffrire di nostalgia.
Perchè c'era un tempo
in cui il sangue ti scorreva forte nelle vene
e riuscivi in qualche modo a scordare le tue pene.
C'era la forza nelle tue braccia
così il lavoro non pesava
e la gioia ed il sorriso erano sempre sulla tua faccia.
Ora non è più così,
ora sei stanco e ti ritrovo qui,
a guardare i pascoli verdi
e ad ascoltare ancora quel tintinnio in cui ti perdi.
A ripensare a quando eri forte
e avevi paura solo della morte.
Ma non è così che puoi continuare a vivere,
non guardare i sogni, ma le cose vive...
Le cose vere!
Non possiamo far tornare il tempo indietro,
e neppure continuare a guardare la nostra vita
che scorre da dietro a un vetro.
Vivi come puoi con la forza che hai ora,
non possiamo sapere cosa accadrà domani o fra un'ora.
Non sprecare le tue energie vivendo di ricordi
dobbiamo vivere oggi
domani potrebbe essere troppo tardi.
Potrebbe non esserci più il tempo per ridere
per giocare, per amare, per donare.
Per capire che il futuro può essere migliore,
e che puoi sfruttare al meglio tutte quante le tue ore.
Guarda dentro al tuo cuore quindi
guarda dentro di te e volgi lo sguardo al cielo,
ti accorgerai che puoi sciogliere quel velo.
La coltre di nubi è sparita,
soltanto ora ti accorgi che era solo nella tua mente,
perchè non credevi ti sentivi già un perdente.
Ora la coltre di nubi è sparita,
guarda in alto, e ricorda...
Che solo tu puoi decidere che senso dare alla tua vita.
Aggrapparsi ad un filo di Speranza !
Cosa costa sperare? dicono niente! oppure mi sbaglio? se non costa niente, allora è una delle poche cose che mi posso ancora permettere.
La speranza é un luogo pubblico, dove tutti possono entrare, l`ingresso è gratuito.
Sperare ad un ritorno di un Soldato dalla Guerra.
Sperare ad una guarigione.
Sperare quando Sali su un Aeroplano, di poter rimettere i piedi a terra sani e salvi.
Sperare dopo una lite di poter fare la Pace.
Sperare che la vera Amicizia esista davvero, perché io, ne sono ancora in cerca.
Sperare, ancora, ancora, ancora…………….:
Ed é per questo figlia mia, che tu ti chiami Speranza, perché spero che, passando io all´aldilà, tu possa continuare a sperare anche per me.
Ciao, figlia mia Speranza.
Io l’avrei detta così: “tremate, carogne, i topi son scappati dalle fogne”.
Eh, si. Io l’avrei detta così. Invece, lui, Elias Canetti, anni fa, la disse così:
“Il mio desiderio più grande è vedere un topo che mangia vivo un gatto. Prima, però, dovrebbe anche giocarci abbastanza a lungo”.
5 dicembre 2009
Bene,
stasera
erano davvero tanti,
i topi scappati dalle fogne.
Sono scappati dal fetore
insopportabile ormai.
Sono scappati
e sciamano,
guizzando,
liberi,
di qua e di là.
Le codine, come lancette,
segnano il tempo che corre.
E un’epoca finisce.
Li senti squittire
allegramente
bandierei topi
scappati dalle fogne.
Cantano,
ballano,
in pellicce
multicolore,
sotto le bandiere
alte.
Hanno annusato
coi loro nasini aguzzi
il gatto dai lunghi baffi rifatti.
Ha ancora
le unghie insanguinate
dell’ultimo pasto.
Un topolino
sorride
felice.
Gioca col gatto.
Squittendo, osserva da un lato,
il salto disperato
del gatto
acrobata.
Arriva sgommando
la compagnia
dei gatti miagolanti.
Arrivano anche loro,
dritti dritti,
fra le grinfie,
delizia,
dei grigi topi ululanti.
E’ allegro
il popolo dei topi.
Gioia,
gioia felice
sprizza dai loro
occhietti.
Spillini
di nero profondo.
Sciamano,
guizzando,
a destra e a manca.
Bimbi impazziti
in un gioco innocente
Giovani al ballo,
estasi
rap.
Il popolo
dei ratti ribelli
è fuggito
dalle fogne.
Libero, oramai,
sciama
sulle rive del fiume.
Il gioco,
il lungo gioco
che dichiara
la fine del gatto,
lascia la belva felina,
esausta,
riversa,
galleggiante
sull’acqua.
Dedicato al popolo del No B day, che è fuggito dalle fogne.
Dedicato alla memoria di Elias Canetti, che ci ha insegnato ad avere sogni all’altezza dei nostri ideali.
Dedicato alla memoria di Fabrizio de Andrè, che ci ha insegnato ad avere coraggio
La luna interroga le stelle
La Luna disse alle stelle:
"Perche' brillate piu' di me stanotte?
forse il canto dell'amore,vi ha commosso?
o forse è la mia luce
che è apppannata dalla brina, di questa malinconica inquietudine?"
Le stelle risposero alla luna:
"Brilliamo piu' di te,è vero
perche' illuminiamo i sogni
di chi ama la magia del sognare
ed accendiamo i desideri di chi spera nel domani."
Speranza viva
calda e come bruci
dentro.....
Quando mi prendi per niente e ti perdo
quando faccio
centro.....
Una goccia
se guardi bene la puoi vedere
su un petalo di rosa, su di un filo d’erba...
Una goccia
se guardi bene ne puoi vedere tante
scendere dal cielo e perdersi nel terreno.
Una goccia se guardi bene... non puoi vederla!
Sono migliaia, si tengono per mano, formano il mare.
Questa é la fine della vita della goccia,
e l’inizio di una nuova vita!
Una goccia, una vita;
se guardi bene la puoi vedere;
é un bimbo in braccio alla mamma.
Una goccia, una vita;
se guardi bene ne puoi vedere tante;
tante persone che ogni giorno corrono verso la luce
per poi perdersi nel buio!
Una goccia, una vita;
se guardi bene... non puoi vederla!
Sono migliaia, migliaia di anime, si tengono per mano.
Questo é la fine della vita, ed é l’inizio dell’eternità!
SIGNORA SPERANZA
Vorrei essere una nuvola per piovere sopra l'umanità
gocce di speranza.
Parola magica che vola di fiore
in fiore,nei miei pensieri...
Vorrei volare e scoprire nuovi pianeti, accendere
nuovi orizzonti , e dare luce ai miei occhi , senza più nulla
temere... lì in fondo alla strada
della vita oltre l'orizzonte c'è l'isola dei sorrisi
per raccogliere nelle mani i mie
pensieri e affidarli al vento.
E il vento, li porterà nell'infinità dell'universo
dove colui che vede e sente tutto potrà raccoglierli
e trovare il sereno oltre il nulla...
Ho ancora un cielo da
conquistare con la speranza di svegliarmi domani...e scoprire che potrò
ESSERE DI NUOVO FELICE..
(Quella mattina Maggie si alzò,
svogliata e fredda come al solito.)
(Questa città di ghiaccio,
stranamente sembrava piangere, pensò Winki.)
Per fortuna la benzina non era ghiacciata.
Freddo, freddo e chiaro come sempre,
troppo freddo, troppo chiaro…
il vento però, (a farci caso),
sibilava meno tra le fessure,
delle coperte della buca…
il sacrificio del pianeta rendeva liberi…
ma soli.
Quale disperazione,
quanta disperazione,
questa disperazione…
questa eco continua e cristallina,
questi diciotto metri di ghiaccio,
seppelliti sotto i quali,
si riconoscono ancora i morti…
Il rumore del tritaghiaccio era assordante,
ma Winki voleva muoversi stamane;
uscito alla luce pensò che si era troppo coperto…
(questo pensiero era nuovo per lui,
ma vecchio di un centinaio d’anni almeno,
ed era piuttosto comune ad ogni primavera)
Vorrei guardarti in silenzio pensò lei,
sentire che mi ascolti…
(capire che son capito, pensò lui)
Intanto non molto lontano da loro,
un raggio di sole bucò per un attimo il cielo…
chissà, forse sarebbero riusciti ad incontrarsi,
il ghiaccio dopo anni ed anni
cedeva al nuovo tempo,
loro non lo sapevano ancora… ma era li,
sempre più vicino, l’attimo del nuovo inizio.
UN RAMETTO DI MIMOSA.
Un rametto di mimosa
è il punto d’incontro
tra la bellezza di un dono
del Creato
e il suo mistero.
Un rametto di mimosa
per l’uomo
è motivo di riflessione
e punto d’incontro
fra il suo egoismo
e la sua comprensione.
Un rametto di mimosa
per la donna
è l’8 di marzo
giorno di speranza
di trovare un
punto d’incontro
tra la notte dell’emarginazione
e la sua emancipazione.
Lasciati amare.
Non chiedo altro.
Lasciami sognare.
I sentimenti non si possono fermare,
o, almeno io non voglio.
Per farmi felice ora basta poco.
Un sorriso, uno sguardo
scaturito dal tuo cuore.
Se puoi, non privarmi
di sperare, e di vivere
intensamente ogni minuto
trascorso insieme.
Winnie
Winnie
Dolce angioletto dagli occhi tristi
Tu
Che con la tua dolce fragilità di bambina
Ma con il tuo grande attaccamento alla vita
Hai dato al mondo la forza
Per credere ai miracoli dell'esistenza
Che hai pianto
Sofferto
Sotto le macerie
Che hai lottato
In un mondo in cui si è smesso di lottare
Ci hai regalato la rivelazione di un sogno
Ci hai insegnato a credere
Nella vita
Nella forza
Nella speranza
Il tuo miracolo sia da monito all'umanità intera
Che tanto disprezza
La terra che calpesta
Che tanto rincorre ciò che in reltà non serve
Che poco riflette sui misteri e sulle gioie dell'esistenza
Che ha dimenticato il vero senso della vita
Tu
Con le tue lacrime
E le tue manine tese
Hai insegnato all'uomo incontentabile
Quanto si possa essere fortunati solo
A percorrere i propri passi senza paura
Tu
Dolce bimba nata in un paese sfortunato
Ci hai insegnato quanto noi possiamo essere fortunati
Solo a vivere lontano dalle guerre, dalle proibizioni e dalla miseria
Grazie di cuore
Per averci aiutati a non dimenticare
Che dopo ogni temporale c'è sempre l'arcobaleno
Dietro ogni nuvola il sole
Dopo la tempesta la quiete
Dietro ogni angolo buio
Sempre
Quel barlume di speranza che, come te, fragile tende la mano
Aspettando solo di essere colto
Accolto e coltivato.
Non saprei con il dito indicarti sicuro
non so è giardino ancora ignoto per me
ma t’invito a spogliarti verso nuova fioritura
primavera attende già oltre i cancelli
esplora il raggio curvo del cielo
scava discosta riaffiora
tra la friabilità della terra umida viviamo
eccoti una buona novella viviamo
lasciamoci sedurre ancora e ancora
da questa passione che i sensi non precisano
non ora è incertezza che dura
pioggia accanto a sole
rami nudi e prime gemme
così dove un uomo si affaccia ai vetri
accenna un sorriso annusa l’aria
un altro si scalda con cura le mani
si copre le spalle si tira dentro
contrasto non statico paesaggio passaggio
questo posso dirti passaggio ad altra stagione
foreste di vita cortecce come volti rugosi
e foglie come occhi come palpebre
e radici come unghie come mani nella terra
viviamo non occorre altro ai vagiti del tempo
se non dileguare il ghiaccio in torrenti
e far scendere l’acqua tornare
ruscelli prati distese del mare
seduti sulla porta a guardare il cielo tornare
montagne boschi cornici dei laghi
tornare dentro pomeriggi ventilati
tra siepi e fossati
rinnovati è una ricerca non solo poetica serve
a chiudere un conto ad aprirne un altro vivremo.
LA VITA, ANCORA
Con la morte nel cuore,
m’arrampico all’Albero
della Vita.
Strapiombo sui frutti maturi,
sdrucciolo sulle tenere
aspre gemme,
.....ma respiro.
La notte m’occulta con l’orizzonte
ogni palpito di vivente,
ma a giorno fatto
il frinire d’una cicala
e il viavai di cento formiche
mi percuotono i sensi
e mi gridano sul viso che
la vita è più ricca
d’ogni mio pensiero
Ulisse, da lungi, mi seduce ancora
e mi indica varchi proibiti
e fondali di perle
inventate anche per me.
Tra le rocce
scende copiosa acqua cristallina...
evapora...
e nel cielo...
nasce e si delinea
in un gioco di luci e colori...
un armonico arcobaleno...
Le sue sfumature infinite e
la sua bellezza attrae
qualsiasi sguardo...
come una calamita...
ogni creatura ne vive l’essenza
Si sprigionano profumi...
e suoni
come il dolce canto dell’usignolo
D’un tratto tutto scompare...
luci...
colori e forme...
tutto si assopisce...
anche i suoni...
E si affaccia nel silenzio...
con il suo instancabile ondeggiare
il canto del mare...
per unirsi in un enorme abbraccio
di un bambino che cresce
con la voglia
di cambiare il mondo
SPERANZA
mi abbracci nella notte
mi coccoli quando sento ormai freddo
mi fai apprezzare la bellezza dell'alba
il tuo nome non compare tra i miei scritti
eppure sei qui
viaggi sempre sottilmente
tra le mani in uno sguardo
nel sorriso ormai perso della gente
sembri scomparsa
eppure ci sei sempre stata
anche se io non me ne accorgevo
anche quando per orgoglio ti ignoravo
sei sempre stata nella mia mano
il tuo nome non compare
forse per scaramanzia o per distrazione
eppure sei qui
a dare senso ad ogni giorno
ci sei anche se a volte ti ignoro
come la luce delle stelle appari e poi scompari
sei qui con me anche adesso
negli occhi nella pelle nei miei sogni
le lacrime segnano la tua rinascita
il mondo fuori è carico d'odio
eppure sei qui
a dare senso ad ogni giorno
a darmi quella forza che spesso manca
non ti ho mai chiamata per nome
eppure ci sei sempre stata
mi abbracci al mattino
mi fai sentire la tua presenza dolce
mi fai sperare ancora nel tramonto che verrà
Torna
Mille violini il suono della tua voce ,
rassicurante la tua compagnia .
Ora luce spenta e malinconia ,
come il vento e la pioggia ,
più non mi allieta .
Con dolcezza
lenivi il mio tormento ,
con te abbracciavo la vita
accarezzata da un brivido eterno .
Hai curato e
guarito le ferite ,
hai ascoltato il cuore
illuminato il cielo
e riempito il mare.
Mi son sentita sposa ,
con i tuoi baci;
hai regalato oro
ai miei pensieri ....
cullato i sogni ,
riacceso i desideri;
colorato di rosso
i miei orizzonti,
rendendo più
incantevoli i tramonti.
Torna da me , ti prego !!!
non vorrei ritrovarmi stanca
col viso attonito e pallido,
delusa!
Indispensabili attese
Aspettando le parole chiare
mi sono mille volte arresa,
e mille volte ancora le ho cercate,
ascoltate,
anche quel giorno
mentre scendevi le scale
come gabbiano in picchiata sul mare,
per fuggire da quelle che non capivi.
Le ho sentite e perse
quando mia madre
s’inondò di luce
per brillare in eterno,
ma oggi le ho qui,
dentro un pugno chiuse,
nucleo della vita
e più forti dell’amore:
indispensabili attese!
Si ripetono
in un ciclo perpetuo
e come la giovane risacca
è mare aperto
così la mano che semina tasta già le messi
quando la terra gonfia
e gravida germoglia.
La notte, figlia e madre del giorno,
mi accoglie tra le sue spire blu,
la nego e non m’abbandono
e mentre aspetto l’alba,
meraviglia del nuovo mattino,
apro il pugno e libero
le parole della speranza.
Speranza amica fedele.
Speranza
mia fedele compagna e amica,
mai mi abbandoni
nemmeno nei momenti
più disperati della mia vita.
Quando tutto
intorno a me e dentro di me
è buio e confuso,
un esile filo di luce
mi sostiene.
Quella luce sei tu,
speranza, amica mia,
che mi dai la forza
di non fermarmi
e di andare avanti.
Non ti vedo, ma ti sento
e questo mi basta
per avere fiducia in te
e per scaldarmi il cuore.
Speranza,
compagna e amica fedele,
ti prego,
non abbandonarmi mai.
