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giovedì 3 dicembre 2009

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POESIE IN VETRINA : BUBA

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Como - luci natalizie in Via Odescalchi


Un sole malato di inverno
brilla sulle increspature del lago;
la leggera brezza dissolve la bruma.
Il Lario sembra in attesa
di vestirsi a festa. Il lieve sciabordio
ricorda il sussurro di un rosario.

Là in fondo, le vetrine
accecano i passanti con luci intermittenti
e l’albero in piazza è già pronto
ad accogliere il Natale e il Vin Brulè.

Io non ci sarò, Lario caro…
Sarò nella mia città, la Notte Santa
con le strade d’asfalto, il chiasso,
i tram, la frenesia e i finti colori.

Negli occhi l’immagine delle tue cime innevate,
che in te si rispecchiano vanitose
e nella tasca un piccolo dono:
un ciondolo di lapislazzulo con i tuoi colori, da scartare
sotto il mio caro vecchio finto abete,
simbolo pagano del rinnovarsi della vita.

giovedì 12 novembre 2009

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POESIE IN VETRINA : BUBA


Il poeta contadino

Un vero poeta è il contadino:
scrive i versi con l’aratro,
il solco nel terreno
è la sua punteggiatura.
Quando il campo si fa duro
speranzoso invoca la pioggia,
quando il terriccio si fa fango
ambisce il sole.

E’ fatto di sudore, di fatica,
di passionalità e di pazienza
il suo sofferto amplesso
con la Madre Terra,
che custodisce nel suo grembo
il seme della Vita.

Mentre la luce del giorno
affievolisce e viene meno
il tempo del lavoro,
si depongono gli attrezzi.

E’ l’ora del riposo,
e nel sibilo del vento
par ancora di udire
il suo accorato canto d’Amore.

Buba

venerdì 23 ottobre 2009

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POESIE IN VETRINA : BUBA

Il travet



"... è la vita che, passando sporca un po' le dita...."
[R. Zero - Marciapiedi]

Ai tempi di mio padre
mi avrebbero chiamato travet.
Camicia bianca inamidata
mezze maniche nere a vestire
diligenza e puntualità.

Cravatta al collo come cappio
valigetta consunta nella mano
clangore ferroso del tram.

Gente che sale e che scende
aria viziata la mattina,
il cartello “vietato sputare”
e giornate tutte uguali
come il refrain di una vecchia canzone.

E’ la mia vita
la vita di un travet moderno.
Sguardo basso
e mani nelle tasche.
E’ la vita di un triste rabdomante meneghino che
in fondo in fondo
cerca solo il coraggio di volare.

Buba

mercoledì 14 ottobre 2009

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POESIE IN VETRINA : BUBA

LA BARCHETTA DI CARTA




Ho strappato con cautela
un foglio di carta
da quel vecchio quaderno
trovato in soffitta.
L’ho scelto a quadretti
perché mi piace la matematica:
invertendo l’ordine degli addendi
il risultato non cambia.

L’ho piegato lentamente
con arte, quella antica
e orientale degli origàmi;
ho adagiato sul pelo d’acqua del ruscello
una piccola barchetta di carta.

La corrente l’ha subito trascinata via.
L’ho rincorsa, correndo a piedi nudi
sull’umida terra contadina.
Fragile, incerta
sembrava affondare
per poi ricomparire
sfidando i tratti
dove la corrente è più ripida:
una nave mercantile
sulla Via della Seta.

Ma la mia piccola barchetta di carta
non conteneva tessuti preziosi
bensì mille paure;
l’ho seguita a perdifiato con lo sguardo
e alla linea lontana dell’orizzonte
l’ho vista pian piano sparire…

Buba

venerdì 2 ottobre 2009

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POESIE IN VETRINA : BUBA



PENSIERI NASCOSTI

Perduto
nel vortice
delle tue riflessioni
chiudi le persiane
dell’anima.

Ed è subito buio.

Silenzioso ed assorto
posi lo sguardo
al di là del vetro
trapassando
la sua trasparenza.

Null’altro cogli
oltre la finestra
se non il nulla
in cui ti abbandoni
e nascondi quei pensieri
convinto
che sia più comodo
dimenticare…


giovedì 2 aprile 2009

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POESIE IN VETRINA : BUBA


mercoledì 1 aprile 2009

Occhi di bimba

Da quell’angolo di giardino
i miei occhi di bimba
vedevano la nebbia
avvolgere tutto,
la terra d’inverno
dura di brina,
le rondini in cerca di cibo
e la vita sbocciare nell’orto.

Osservavano, nonna,
il tuo viso contadino
cotto dal sole e dalla fatica,
mentre assorta e rapita
ascoltavo col cuore
le tue favole,
credendo che la vita
fosse rosea, come il colore
del cielo al tramonto.

Ora , in quell’angolo di giardino,
dove in primavera
il ciliegio si vestiva
col tulle da sposa,
il tempo per un attimo
sembra essersi fermato nel ricordo.

Mi manchi,
e con gli occhi di bimba,
come allora,
voglio ritornare a sognare.

Buba

domenica 1 marzo 2009

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POESIE IN VETRINA : BUBA


Il canto della sirena



Il rumore della risacca

sulla battigia

si sovrappone al tuo canto,

o dolce sirena.


Lo odo

da molto lontano,

si fa strada

tra la nebbia sottile,

mi incanta,

mi seduce...

le mie labbra

si schiudono

persa nel ricordo

di quel bacio salato.


Ormai è solo un sussurro,

lentamente si spegne

nel giorno che nasce.

Sono pronta a salpare...

oltre l’effimera linea dell’orizzonte.


Buba