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giovedì 28 maggio 2009

17

POESIE IN VETRINA : GUERNICA






ECHI

Echi notturni
di percussioni su
corpi in tensione.

Sono baluardo
violato da mille feritoie
che non può opporsi
a lascivi sguardi.

Mi prendi d’assedio.
Io,
tua torre della solitudine e
catturi i miei pensieri.

Esalto ogni sillaba
cui do natali
e ne faccio
piedistalli per concretezze.

E così plasmare
l’essere mio in ostensori
per le tue speranze.
E così donare
del fiore mio
il gineceo
al tuo volere.

sabato 16 maggio 2009

7

POESIE IN VETRINA : GUERNICA

SENZA FINE

La cornice del mio volto
di fili ambrati
la divina Penelope ha tessuto.
Omaggi del Sole
che arazzi d’oro stende
a congiungere somme immensità.
Abissi e Firmamento.

Annullo gli intervalli fisici
e ti attiro a me.
E tu
intuisci le mie tracce
velate di calore.




Le palpebre
in un palpito d’ali brune
proteggono ponti di luce.
Percorsi unici delle immagini
capovolte tra Sogno e Realtà
.
Proteggono e tradiscono
i miei due intimi cieli.

Divoro avidamente
la scultura, che mani sapienti
hanno fatto di te.
E tu
governa la mia anima
e lascia cadere con gli abiti
ogni riserbo.



Le mie labbra dischiuse
su partiture mai applaudite
descrivono ideogrammi
che si incarnano in Muse
dall’ammaliante canto.
Rapiscono dolcemente
e conducono
alla lussureggiante isola.

Mio araldo è il vento.
Nei suoi sussurri è il mio richiamo.
E tu
non resistere all’ardore
del mio ventre.

Infine
vanti il tuo possesso
e i miei sensi si concedono all’edonismo

senza fine.

lunedì 20 aprile 2009

16

POESIE IN VETRINA : GUERNICA

REPLICANTI



Sommesso fluire di acque arcane.
Sinuose scivolano
dagli alvei riarsi e
dalle secche spirituali
della terra.

Come sette,
profanano il candore
di un verginale abbraccio,
bottino dei tuo occhi audaci.

Impervi sentieri
ingoiano nella loro spirale
fianchi rocciosi.
Un manto verde di speranze immolate
su aculei affilati dal tempo.

Coscienze,
terre di conquista per falsi profeti,
inaridiscono al sole.

Bagliore che si innalza dalla strada
e polvere e immobilità e morte.
Latitanza di luce.
Colate ossessive di piombo
a smorzare i respiri.

Dal sole alla luna
continuiamo a replicare
e replicare e replicare
e ristagnare.



Penombre e ombre spirano
sospirando gli ultimi confini tangibili.
Bagliori fulminei,
estreme resistenze
di un chiarore agonizzante,
soccombono.

venerdì 13 marzo 2009

13

POESIE IN VETRINA : GUERNICA

Percezioni





Non sentivo il mio corpo.
Non vedevo il mio corpo.
Solo per pochi istanti,
un’ombra fugace
tratteggiava le mie pieghe di donna.

Ma esse già sussurravano di noi.

Ascoltale e leggile.
Sei Tu il mio indovino.
Sfiorale e lascia che ti parlino.
Custodiscine ogni suono,
perché la loro melodia è per te.

Tra le tue mani,
sento il mio corpo.
Lo vedo fremere al contatto.
L’anima si abbandona
ad estatiche colpevoli sensazioni.

Ma la luna ci trasfigura,
con la sua bianca luce d’amore e santità,
e ci monda da ogni peccato.