Mi permetto
Caro mondo sfruttato e divorato
Per un essere detto uomo
Ti amo perché mi hai ascoltato
Tra ponti asfalto e città
Resta una campagna che
Che se me ne vado solo m’accompagna
Non insetti, né topi né volpi
Ma leggo un deserto che in me si rispecchia
Mentre scappo dalle risa degli stolti
E ascolto un silenzio che riguarda la mia prigionia
Ma vedendo case chiuse come prigioni
Mi accorgo di te natura
Che sia fosso o ruscello mare o gabbiano
E la mente vola verso altri mondi ancora
Lontani ma non per il mio pensiero.

