mercoledì 27 agosto 2014

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Una bella pagina poetica


Il mio pc, un bicchiere di vino rosso e le stelle..

Finalmente un po' di tempo per me in queste intense giornate di fine estate.

 C'è una brezza marina frizzantina, stasera.
Fa quasi freddo, ma che importa, me ne sto qui cullata dai grilli e mi godo un po' di silenzio.
Amo stare in silenzio, lo reputo un'ottima compagnia, mi permette di ascoltare più nitidamente il vociare della mia Anima..

Mi parla, mi conforta, mi seduce.
Mentre scrivo inspiro forte e chiudendo gli occhi, cercando di distinguere gli odori intorno a me...la resina dell'abete dietro casa, l'erba falciata al mattino che con la prima umidità della sera si condensa in una nuvola di vapore fresco, la terra che emana un profumo di corteccia e semplicità.
Sorseggio una boccata di questo nettare rosso, mi dà un po' di calore, mentre l'aria intorno comincia a farsi ancora più fresca.
 In lontananza si sente lo stridere del treno, e il mare in burrasca.
Ho una strana sensazione, ultimamente ritorna spesso a farmi visita, un brivido improvviso, ma non per il freddo.
 Qualche tempo fa lo associavo a un pensiero.
Mi chiedo se in questo stesso istante, altri occhi che non siano i miei, stiano guardando lo stesso cielo, là verso il carro dell'orsa maggiore, che in queste sere chiare è una piacevole compagnia.
Mi chiedo se qualcun altro, altrove, abbia lo stesso brivido...se un pensiero arrivi, se un cuore cominci a battere più forte.
 Lo sguardo si fa liquido.
 Chiudo il pc, ho un libro che mi aspetta.

Le pagine della nostra vita



sabato 28 giugno 2014

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TIZIANO





Ti ho amata, ti ho odiata,
terra mia adorata!
Quando il traguardo della vita apparirà
e tutto nella mente si addormenterà,
nella piazza del mio amato paesello,
incastonato come un gioiello,
lui resterà lì fermo e silenzioso,
non se andrà in modo frettoloso:
è l'uomo con la valigia
a ricordare le antiche vestigia,
le tristi partenze dove l'amore
nascondeva il pianto del cuore!

Sarà per sempre lì a ricordare i giorni
dei raggianti e gioiosi ritorni,
di quegli emigranti un dì partiti,
con il cuore colmo di sogni infiniti!
San Valentino ... quel giorno di gran festa,
grandi e piccini più non avevan l’aria mesta,
gli emigranti dimenticavan la terra straniera
e, soprattutto, la buia miniera!
Tutti al pranzo in comunità,
tutti a far festa in allegria e cordialità;
per un giorno, sgravati dalla stanchezza morale
eran plasmati della spiensieratezza generale!

Poi l’uomo con la valigia di cartone ripartiva,
la speranza nel cuore riappariva.
Ecco allora che a testimonianza
di quel periodo di non abbondanza,
e di tante sofferenze e frustrazioni,
l’uomo in piazza ricorderà alle future generazioni
i tanti viaggi con la valigia di cartone,
piena di sacrifici, di sudore e talvolta di … illusione,
che i nostri padri han dovuto superare
con la speranza di poter un giorno tornare,
dalle loro spose … dalle loro mamme
che col cuore in fiamme,
palpitante e trepidante,
pensavano a loro ad ogni istante.

Scrutavano l’orizzonte lontano
sognando di tenere il loro uomo per mano,
sperando ... di vederlo apparire d’incanto,
d’averlo anche per un solo momento accanto.
Quell’uomo con la vecchia valigia di cartone
trasandata … legata con un liso cordone,
custode di gioie, dolori, sacrifici e valori,
ma con la speranza che albergava nei cuori.

A te ritornerò terra mia adorata,
ti ho amata, ti ho odiata,
ma tu, rimani lì a perenne memoria,
uomo con la valigia … per testimoniare la storia.