
Nell'incavo del tuo ginocchio
Nell'incavo del tuo ginocchio
un misterioso vento
è il mio alito
che si acquatta notturno e menzognero
per rubare dalla tua anima
il profumo di ginestre.
Dammi i suoni che entrano nelle tue orecchie
i profumi che vagano nelle tue narici
il salato della tua lingua
l'emozione dei nostri ritorni a casa.
Nella notte il morbido della tua pelle è uno stendardo
che si gonfia di vento
e le mie mani si aggrappano al tuo ginocchio magnetico
come il mare si addossa alla scogliera.
Desiderio tremante
noi entriamo nella vita
forti
della forza che ci generiamo
crudeli del nostro cibarci.
Seduti sui duri sassi di trinità dei monti
i nostri occhi guardano
le modelle giapponesi
e il pellame invecchiato dei bad boys
Ora non siamo che un ibrido universo
di uniche visioni
dove il mio sguardo si posa
il tuo si incammina
dove il profumo si espande
il nostro olfatto si adagia.
Nell'incavo del tuo ginocchio ho costruito un santuario
dove il bacio s'affolla
e il pollice si insinua
come un ribaldo condottiero
Franco Mellea
Nell'incavo del tuo ginocchio
un misterioso vento
è il mio alito
che si acquatta notturno e menzognero
per rubare dalla tua anima
il profumo di ginestre.
Dammi i suoni che entrano nelle tue orecchie
i profumi che vagano nelle tue narici
il salato della tua lingua
l'emozione dei nostri ritorni a casa.
Nella notte il morbido della tua pelle è uno stendardo
che si gonfia di vento
e le mie mani si aggrappano al tuo ginocchio magnetico
come il mare si addossa alla scogliera.
Desiderio tremante
noi entriamo nella vita
forti
della forza che ci generiamo
crudeli del nostro cibarci.
Seduti sui duri sassi di trinità dei monti
i nostri occhi guardano
le modelle giapponesi
e il pellame invecchiato dei bad boys
Ora non siamo che un ibrido universo
di uniche visioni
dove il mio sguardo si posa
il tuo si incammina
dove il profumo si espande
il nostro olfatto si adagia.
Nell'incavo del tuo ginocchio ho costruito un santuario
dove il bacio s'affolla
e il pollice si insinua
come un ribaldo condottiero
Franco Mellea
Originale usare la metafora di un ginocchio in una poesia! E che poesia...fa sognare! Ciao, Arianna
RispondiElimina"Ora non siamo che un ibrido universo
RispondiEliminadi uniche visioni
dove il mio sguardo si posa
il tuo si incammina"
BELLISSIMI QUESTI VERSI!!!!
BRAVO!
Descrivere un universo nell'incavo di un ginocchio lo può fare solo un poeta...!
RispondiEliminaComplimenti.
bellissima ,incredibile come le parole ben scritte e scelte sappiano dare brividi ;-)
RispondiEliminaun abbraccio Stella!
Bella Thy iscritto completo di poesia. Bacio
RispondiEliminaUna poesia moltooriginale e particolare ma piena d'amore.
RispondiEliminaUn saluto.
Versi molto belli e passionali, a dimostrazione come l'immortalare immagini per altri inconsuete possano trasformarsi in momenti idelebili da ricordare per sempre.
RispondiEliminaBravo Franco...
che vi vedo seduti a Trinità dei monti.
Ciao Stellì
(ho letto il tuo "invito"..grazie stella ne sarei onorata, ma te ne preparo una inedita, appena ho l'ispirazione, solo per il tuo blog..da me la metto dopo.)
Te la spedisco via mail appena è pronta, pure con l'immagine ^_^)
Baci stellì
Calliope, grazie 1000!
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