venerdì 31 gennaio 2014

69

NIGEL : L'attualità di "Cuore"

di Nigel Davemport

Sino alla metà del secolo scorso, intere generazioni di ragazzi hanno trascorso le proprie giornate in compagnia dei personaggi deamicisiani: Enrico, Coretti, Garrone, Franti, Perboni, la Maestrina dalla penna rossa, etc.
Cuore era uno dei cosiddetti classici per l’infanzia, un romanzo raccomandato per il suo alto contenuto morale. Diverse le trasposizioni realizzate da cinema e tv, sia in passato che in tempi più recenti, a testimonianza dell’interesse che l’opera suscitava e suscita, specialmente presso le generazioni più attempate.
   Il racconto si dipana sotto forma di diario; a redigerlo è Enrico, un alunno delle scuole elementari. Le cronache delle varie giornate scolastiche si alternano con interventi epistolari dei suoi familiari, il tutto con chiari intenti didascalici.
   Nel libro sono contenuti nove racconti, che il maestro propone mensilmente alla classe: Il piccolo patriota padovano; La piccola vedetta lombarda; Il piccolo scrivano fiorentino; Il tamburino sardo; L’infermiere di Tata; Sangue romagnolo; Valore civile; Dagli Appennini alle Ande; Naufragio.
   Protagonisti di tali vicende sono sempre i ragazzi, ognuno appartenente ad una regione diversa e dotato di lodevoli qualità: solidarietà, audacia, abnegazione, che vengono impiegate a difesa della patria, della famiglia e dei propri simili, sino ad arrivare all’estremo sacrificio: l’immolazione della propria vita per gli altri.
 De Amicis attribuisce un ruolo preciso ad ogni personaggio: Enrico, figlio di un ingegnere, è il classico esponente della media borghesia; Garrone, l’emblema della bonarietà e generosità del popolo; Franti il “cattivo”, il ribelle e così via, secondo classificazioni e differenze ancor oggi esistenti, pure se definite con termini più sfumati.
  Nonostante l’enorme successo ottenuto, oggi pochi ragazzi leggono Cuore. Chi lo conosce è perchè ne ha sentito parlare dai familiari o ha visto qualche suo adattamento alla tv.
Anche nelle recenti statistiche commerciali dell’editoria per ragazzi, il libro non è citato. Si tratta dunque di un testo pressoché dimenticato, non tanto perché vetusto e sorpassato, ma perché, a partire dagli anni Sessanta, una certa critica rigida ed “inquadrata” si è divertita a farne il proprio bersaglio preferito; così Cuore è diventato tutto ed il contrario di tutto, persino una “minaccia per il progresso sociale”, tant’è che alcuni commentatori, fra i quali anche qualche nome illustre, hanno fatto a gara per ridicolizzarne il contenuto.
  Costoro lo ritenevano - ma quel che è peggio è che qualcuno lo ritiene tuttora - un romanzo da evitare, perché ipocrita e reazionario. Esso esalterebbe ideali nazionalisti e orienterebbe i giovani verso il conservatorismo, allontanandoli dalla lotta di classe.
   Ma gli appunti mossi al libro non tengono conto che Cuore è soltanto un romanzo, ovvero una narrazione immaginaria, inoltre peccano di anti-storicità, perché fu scritto a venticinque anni dall’Unità d’Italia, quando “fatta l’Italia, bisognava fare gli italiani”.
 Il romanzo, secondo l’autore, doveva contribuire a dimostrare la pari dignità di tutti gli italiani e concorrere a creare una lingua comune, con cui dialogare ed abbattere le incomprensioni e i pregiudizi dovuti alle differenti culture ed alle diverse parlate regionali.
  I detrattori di Cuore hanno rinvenuto dei difetti pure nei personaggi, definendo Enrico antipatico e troppo perbenista ed elogiando invece Franti per il suo carattere anticonformista.
 Quest’ultimo, come molti sanno, viene descritto da De Amicis in modo negativo, in quanto incarna il prototipo dell’irriducibile, del ribelle; egli non ha alcun interesse per lo studio, né per altre attività, manca del minimo senso civico ed è indifferente alle pur generose offerte di aiuto che gli vengono rivolte.
Franti però non sembra un emarginato o una vittima del “sistema”, ma più semplicemente un balordo, uno scriteriato, un tipo rintracciabile in ogni ceto sociale, abbiente o non abbiente, borghese o proletario. A guardar bene, anche il suo retroterra familiare non sembra particolarmente problematico o depresso.
  I sentimenti che il personaggio suscita nei lettori sono vari e contrastanti; partono dalla rabbia e dall’indignazione ed arrivano sino alla “pietas” e al perdono, dunque l’autore non prova alcuna acrimonia nei suoi confronti.
  Definirlo simpatico, come qualcuno continua a fare, ed indicarlo come un martire della libertà o un modello da imitare è veramente illogico; attribuirgli, per altro, una coscienza di classe o addirittura adombrare in lui la possibilità di un qualche progetto rivoluzionario è una forzatura inaccettabile.
   E’ singolare che si continui a giudicare un’opera scritta un secolo e mezzo fa col metro dei nostri tempi e degli attuali stereotipi culturali.
Qui è evidente il vecchio e ormai abusato "leitmotiv" di un populismo volto essenzialmente ad attirarsi le simpatie degli innovatori e degli intellettuali, ma che alla lunga ha finito per creare degli equivoci, disorientando i giovani e contribuendo a generare il caos.
   Se aveva senso tessere  l'elogio di Franti negli anni Settanta, dato il momento storico che richiedeva di dare una spallata alla borghesia abbiente e ai ceti dominanti, non ha più senso adesso, in quanto i tempi sono ben diversi e dovrebbero indurre a ragionare con obiettività.
   In una società dove più di un Franti ha fatto carriera ed è andato a ricoprire incarichi importanti se non addirittura di potere, si comincia a provare nostalgia per la retorica deamicisiana e per la mediocre “convenzionalità” dei Coretti, Derossi e Garrone!
 Oggi, a centocinquant’anni dall’Unità d’Italia, continuare a parlar male di Cuore e a snobbarlo è sbagliato e lo dimostra, tra l’altro, il film Il maestro di Vigevano (1960) diretto da Elio Petri, che si basa sull’omonimo capolavoro di Lucio Mastronardi  e riprende uno dei temi centrali del libro “Cuore”, ovvero la condizione degli insegnanti elementari italiani, bistrattati e dileggiati dall’imprenditoria rampante dell’epoca.
Nessuno nega che “Cuore” presenti delle ingenuità  e manchi per altro di realismo, ma è un errore ridicolizzarne o sottovalutarne il contenuto, visto il quadro non certo entusiasmante del nostro paese.
 Oltre alla crisi economica, politica ed alle spinte secessioniste, si sta registrando una crescente indifferenza verso i valori veri della vita. Ciò si verifica anche nel mondo giovanile, sempre più attratto da ideali solipsistici e di facile protagonismo, alimentati pure da programmi televisivi di dubbio gusto.
 Le cronache di questi ultimi anni riportano numerosi episodi di violenza, perpetrati ai danni di emarginati e disabili, oltre che casi d’insofferenza verso le istituzioni.
   La scuola fatica sempre più a gestire gli allievi e, anche quando fa ricorso a legittime forme sanzionatorie, viene accusata di autoritarismo e finisce al centro di mortificanti polemiche.
   Molti osservatori sono concordi nell’affermare che certi comportamenti giovanili derivano dalle profonde trasformazioni socio-culturali avvenute nell’ultimo trentennio, ma sono anche il frutto di un processo iniziato negli anni Settanta e volto a ridimensionare il ruolo di insegnanti ed educatori e ad enfatizzare invece i diritti dei giovani, generando in loro un senso d’onnipotenza e d’impunibilità.
   Tutti ormai riconoscono che il Movimento Sessantottino ha prodotto importanti conquiste democratiche: diritto al lavoro, emancipazione femminile, uguaglianza sociale, etc. ma ha generato pure degli equivoci, o meglio, delle distorsioni; uno di questi è appunto la delegittimazione di valori come il rispetto, la solidarietà, l’altruismo, l’amor patrio,  ritenuti improvvisamente  inutili, falsi ed ipocriti e perciò “messi all’indice”.
 Invece, proprio queste virtù andrebbero recuperate e riproposte vigorosamente, come manifestazioni più alte dell’uomo, indispensabili per edificare una società veramente progredita e civile.


                    

69 commenti:

  1. Ho letto tutto d'un fiato questo articolo, brillante e sintetico.
    Io non sono italiana, ma a scuola "Cuore" era uno dei libri di testo obbligatori. Era un modo per insegnare dei valori come quelle citate: patriottismo, altruismo, rispetto e solidarietà. Mi stupisce appurare che, nello stesso periodo in cui nel mio paese, "Cuore" era considerato educativo, indispensabile, qui, era sottoposto a delle critiche...
    Una cosa bella è che noi, bambini che parlavamo un'altra lingua, l'abbiamo conosciuto con il titolo originale, e non tradotto, cosa unica, singolare, per un paese che sottostava ad una feroce dittatura, dove esisteva anche una dura censura a tutti i livelli.
    "Cuore" è un testo universale, che propone valori umani universali.
    Molto acuta e lucida anche la radiografia della società attuale, considerazioni con cui mi trovo in accordo.
    Grazie Gianna per questo atto di cultura, tanti saluti a te e a Nigel, l'autore dell'articolo.
    Nella mia lingua "cuore" si traduce "inima".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno Gabry,
      innanzitutto grazie per la gentile attenzione.
      Sono lieto di apprendere che "Cuore" era adottato nelle scuole della tua nazione, è un segno della sua universalità e della sua importanza educativa, anche fuori dai confini d'Italia.
      Naturalmente, io amo ancora "Cuore", lo ritengo fondamentale fra le letture dei ragazzi ( e non solo) anche se so di dovermi "confrontare" con modelli culturali del tutto diversi, in una società profondamente mutata rispetto a quella di quand'ero bambino.
      Adesso vanno di moda i computer, i video giochi, le play station, gli e-book, etc ed i ragazzi sono attirati da trasmissioni televisive che poco o nulla hanno a che fare con la solidarietà, la cooperazione, l'abnegazione, etc.
      Al giorno d'oggi tutto è competizione estrema, esasperata; vengono incoraggiate doti o qualità, come l'egoismo, l'astuzia, se non proprio la sopraffazione.
      Dunque, in un panorama simile, il messaggio del libro "Cuore" fa ridere, ma io perdurerò nelle mia idea e continuerò a raccomandarlo alle persone di buon senso.
      Un caro saluto.

      Elimina
    2. Vi avevo promesso qualcosa di bello e interessante, Gabry...

      Elimina
  2. Ciao Gianna,
    vorrai perdonare se non entro nel merito dell'articolo, ma sono passata per augurare al tuo rinnovato blog il mio più sincero "in bocca al lupo"!
    Abbracci a te e cordiali saluti a tutti i lettori .

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Giovy.

      Si dice che chi ben comincia è alla metà dell'opera...vedremo...

      Abbraccio.

      Elimina
  3. Un esame lucido, chiaro e sopratutto vero della società in cui viviamo. Un articolo che andrebbe letto da tutti attentamente per fare un esame di coscienza e rendersi conto di come si sta calpestando tutto e si sta andando verso la mediocrità e il vuoto con un processo disfattista inarrestabile. Cuore è un fiore all'occhiello della nostra letteratura...superato, antico certo, il mondo oggi è cambiato,,,ma non in meglio.
    Complimenti Nigel. Brava Gianna, un articolo degno di aprire il tuo nuovo blog. un abbraccio a tutt'e due Rita

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Rita,
      considero un onore - e non lo dico per sterile piaggeria - questa tua presenza qui;
      ho sempre ammirato le cose che scrivi; anche se non sono sempre presente sul tuo blog. Pure stavolta, hai compendiato in poche righe il senso vero di questo mio articolo sul libro Cuore. Grazie!
      Un caro saluto, amica mia.

      Elimina
    2. Per me il libro "Cuore" è intramontabile, cara Rita.

      Elimina
    3. Si Giannina, anche per me lo è. Infatti Cuore è nella mia libreria, molto vissuto, con in prima pagina una dedica ai miei figli. Io ho detto "superato" perchè oggi che i ragazzi hanno in mano telefonini da 600, 700 euro e capi firmati, ridono all'idea che il muratorino andasse a scuola con la giacca del papà...ma non è colpa loro. Io credo cara amica mia che il problema sta tutto nel fatto che la famiglia non è più quella di un tempo: troppi divorzi, troppi riaccoppiamenti rapidi, niente più valori, appunto e chi ne fa le spese è proprio l'educazione dei ragazzi i quali sguazzano in queste situazioni che per loro significano regali e concessioni. Poi, come il sasso nello stagno che crea cerchi
      concentrici... .i. ragazzi , si sa, seguono la moda (chiamiamola così). Scusa la lungaggine, ma volevo spiegarti perchè ho detto "superato" Bacio Rita

      Elimina
    4. Non devi scusarti Rita, hai chiarito il tuo pensiero e te ne sono grata.

      Elimina
  4. L'attualità di "Cuore" è innegabile, e Nigel - a cui faccio sinceri complimenti - ha saputo mettere in risalto sentimenti e valori che nell'attuale società stanno - purtroppo - scomparendo.
    In particolare, mi ha colpito molto una frase, questa : ""Oltre alla crisi economica, politica ed alle spinte secessioniste, si sta registrando una crescente indifferenza verso i valori veri della vita".
    Da più parti si sono sollevate voci autorevoli contro l'indifferenza, che anche secondo me è il male peggiore del mondo in cui viviamo.

    Cara Gianna, non potevi aprire questo nuovo blog - pardon, Vetrina letteraria - in modo migliore!

    Un bacione e buona serata.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Leonardo,
      questo tuo intervento mi fa capire che esistono ancora persone di buon senso e ciò mi conforta nelle mie convinzioni.
      C'è bisogno, come giustamente scrivi, di recuperare i valori veri della vita, altrimenti non so
      dove ci porterà questa deriva...
      Grazie di cuore per l' attenzione.
      Un abbraccio.

      Elimina
  5. Cara Gianna, alle elementari per noi il libro Cuore era didattico, non l'ho mai considerato inutile, e proprio come dici tu, allora univa l'Italia che ora si tenta di dividere, è solo da pochi decenni che sento le persone parlare un Italiano abbastanza comprensivo, poi porta in se un bagaglio culturale che non si può cancellare dalla nostra storia, la storia di una Nazione è il suo stesso cuore che ne determina il DNA.
    Ti abbraccio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Gaetano,
      anche se il tuo commento è rivolto a Gianna, ti ringrazio ugualmente per la visita ;-)
      Un caloroso saluto.

      Elimina
    2. Caro Gaetano, l'interessante articolo è di Nigel.

      Grazie per la visita.

      Abbraccio

      Elimina
  6. Un'ottima disamina del nostro Antonio, alla quale non oso (nè mi sento in grado di) aggiungere quasi nulla... mi limito ad affermare che definire "Cuore" una "...minaccia per il progresso sociale" a maggior ragione in considerazione delle circostanze che attualmente viviamo, dove ormai poche cose "non" lo sono, è a dir poco un avvilente segno dei tempi...

    * Un caro abbraccio a tutti voi *

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Maddy,
      innanzitutto grazie per la gentile ed affettuosa presenza!
      Come ho scritto, molti hanno criticato "Cuore", accusandolo di essere un testo "anti-rivoluzionario" (!) ma chi lo ha fatto ha cavalcato l'onda della contestazione, esercitando una forma di populismo, per accattivarsi le simpatie della massa.
      Sapessi quante opere, che una volta erano considerate "nemiche del progresso", sono state rivalutate col passare del tempo...
      Un abbraccio e buon w.e.

      Elimina
    2. Abbraccio ricevuto e ricambiato, Maddy.

      Elimina
  7. ciao Gianna complimenti per il nuovo blog,
    Hai cominciato bene,secondo me, mettendo come primo post inaugurale la recensione interessantissima, molto esauriente e chiara di Nigel del libro Cuore perche' questo blog e' sulla scia dei contenuti che vuol trasmettere il libro, il suo intento appunto e' di condividere i sentimenti di ogni genere e le emozioni
    Anch'io ho avuto la fortuna di leggerlo a scuola, Cuore, per poi riprenderlo in varie occasioni o rinfrescando la memoria, appunto con gli sceneggiati in Tv, i valori e i sentimenti sono alla base delle relazioni umane, senza questi presupposti avremo una societa' egoista e vuota che non rispettera' piu' nulla, ognuno si sentira' in dovere di fare quello che vuole.
    Sono d'accordo con quanto dice Nigel, non si puo' giudicare un libro fuori da suo contesto, stroncandolo gratuitamente, anche lla semplicita' di quest' opera non significa necessariamente che sia meno importante di altre piu' criptiche, anzi secondo me e' il contrario, perche' piu' accessibile a tutti, come e' successo per esempio con il Piccolo Principe,
    Il libro Cuore, dovrebbero riprenderlo i mano i genitori e leggerlo ai figli quando sono piccoli, anche per uno scopo educativo
    Complimenti a Nigel , per questo sua interpretazione molto sentita e quasi affettuosa del libro e per la sua capacita' di scrivere sempre in modo molto piacevole e scorrevole, che ci avvicina e ci invoglia alla lettura delle opere letterarie, ciao grazie a presto rosa buon week end.)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Giustissimo Rosa.

      Sono per portare avanti sentimenti, emozioni e valori sani e pubblico chi meglio li esprime, secondo me.

      Condivido le coniderazioni di Nigel sul tuo conto.

      Elimina
  8. Ciao Rosa,
    ho sempre pensato che hai una lucidità esegetica non indifferente e questo commento lo conferma.
    Non voglio scadere in un mieloso scambio di complimenti ( che sarebbe insopportabile) ma vorrei convincerti - e lo faccio pubblicamente - che hai delle doti critiche e saresti un'ottima "portatrice d'acqua" per questo spazio.
    Superfluo aggiungere che trovo la tua opinione sul racconto deamicisiano molto pertinente.
    Grazie dell'affettuosa attenzione!
    Un abbraccio.

    RispondiElimina
  9. Ho letto il libro "Cuore" quando andavo a scuola e l'ho riletto più avanti da adolescente, per quegli anni, ritengo sia stato un libro formativo che mi ha trasmesso molto. Chiaramente va visto nel contesto dell'età e del periodo storico in cui era stato scritto.... Storie scritte per stimolare la sensibilità dei bambini avevano bisogno di quella semplicità di cui si parla.
    Il bambino di oggi sarà l'adulto di domani, bisogna formarlo sui veri valori, perchè sono alla base delle relazioni umane.
    Definirlo “minaccia per il progresso sociale” è segno tangibile dei tempi che stiamo vivendo.......
    Complimenti a Niger per questa sua interpretazione che condivido pienamente.
    Buona giornata
    Stefania

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno Stefy,
      innanzitutto grazie per la gentile attenzione che hai inteso riservare al mio post.
      Credo che anche tu abbia colto i punti essenziali della questione, visto che ti soffermi a giudicare il testo con obiettività, riconoscendone i limiti temporali e risalendo alle stesse intenzioni dell'autore, che non voleva certo redigere un astruso trattato di sociologia, ma si è limitato a scrivere un innocente e fantasioso racconto, con intenti didascalici.
      Un cordialissimo saluto e a rileggerci.

      Elimina
  10. Giannina mia quanto ho pianto legendo il "Cuore" e quanto continuo a farlo per i ricordi che mi suscita non soltanto per quello che vi è raccontato, ma il mio ricordo va a mio padre che adorava questo romanzo ed io piccolissima gli chiedevo una favola e lui mi raccontava le varie vicende , studiandone anche gli effetti e la colonna sonora. Ricordo mia cuginetta piccina , che voleva lo leggessi, e poi si piangeva insieme come due fontane..
    Non capisco perchè ci sia stata anche verso il De Amicis,( ligure e d'Imperia Oneglia ) tanta critica negativa.
    Anche nella sua stessa città , non viene ricordato se non dagli affezionati..
    Abbiamo anche paura di commuoverci, oltre alle esatte giustificazioni sopra descritte?
    Chissà ... il mondo è strano...
    Baci tenera amica mia!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cara Nella, molto efficace il tuo commento che, a mia volta, giro a Nigel, autore di questa pregevole recensione.

      Ricambio i baci.

      Elimina
    2. Grazie Gianna,
      e grazie anche alla tua amica Nella, per la presenza ed il gentile commento.
      Auguro un buon w.e. a entrambe.

      Elimina
    3. Grazie per la tua preziosa presenza qui, Nigel !

      Elimina
  11. Cara Gianna, a te grazie di aver pubblicato sulla tua vetrina letteraria, questo articolo del caro Guardiano.
    Credo che entrambi mi conoscete bene, io non sono uno che scrive molto, non saprei come incominciare per ringraziare entrambi. Questo libro lo ho un po letto di sfuggita da ragazzo e sono rimasto affascinato dal racconto, più aventi poi ho potuto vedere del film si questo racconto, mi pare che si parlava del piccolo alpino se non sbaglio.
    Ringrazio il caro Guardiano e la cara Gianna!!! Confesso mi sono commosso veramente.
    Tomaso

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro Tomaso,
      anche se i tuoi ricordi sul libro sono un po' vaghi, conta che tu l'abbia letto e t'abbia lasciato un segno; e, a considerare il galantuomo che sei, te l'ha lasciato sicuramente.
      Noi della gente insensibile o che ha fatto del cinismo la propria professione non sappiamo che farcene ^__*
      Grazie per la partecipazione e la testimonianza.
      Un fraterno abbraccio.

      Elimina
    2. Io ringrazio te per la tua presenza, Tomaso.

      Elimina
  12. Cuore è un libro molto sottovalutato, io lo farei leggere obbligatoriamente a tutti, gli insegnamenti che continiene dovrebbero far parte di ognuno di noi: onestà, impegno, senso del dovere e della patria vengono molto spesso dimenticati a favore di maleducazione, individualismo, menzogne...
    Xavier

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Xavier,
      sono contento di sapere che un giovane (mi pare tu sia ancora uno studente) condivida i principi contenuti nel romanzo deamicisiano.
      Questo conforta la mia convinzione sulla necessità di recuperare non solo i valori contenutivi, ma di opporsi a quanti vorrebbero deriderli, offuscarli o "distruggerli".
      Grazie per la gentile visita.

      Elimina
  13. Cara Gianna hai inaugurato la tua vetrina nel modo migliore con l’esegesi di Nigel su “Cuore”
    Ho letto con piacere una critica articolata ,profonda e completa del libro che erroneamente si crede parte della letteratura per l’infanzia. In esso infatti vengono descritti i molteplici e sfaccettati sentimenti degli uomini,i valori ed i disvalori caratteristici nei rapporti tra esseri umani.
    Sebbene il libro sia stato scritto subito dopo l’Unità ,non gli si deve dare una collocazione spazio-temporale ma esso è ambientabile in qualsiasi tempo, cioè il “tempo dell’uomo” e quindi l’universalità dei contenuti etici. Il libro mostra al di là dell’apparenza ciò che è l’uomo e ciò che sarà; quante volte abbiamo incontrato i suoi personaggi nella nostra vita di tutti i giorni: essi forse avevano altri nomi Maria ,Franco, Giuseppe, Chiara, Alessandro e così via……ma palesavano gli stessi pregi e gli stessi difetti di Coretti ,Franti,Enrico e così via.
    Anch’io ho sempre visto il libro “Cuore” attraverso questa lente, infatti l’ho adottato come narrativa di classe in una terza media dandone una rilettura moderna ed adeguata ai giorni d’oggi ; ed i miei alunni hanno analizzato la loro vita nei rapporti con gli altri attraverso la critica costruttiva che ne veniva fatta.
    Ancora complimenti

    RispondiElimina
  14. Ciao Cetty,
    ti ringrazio per la partecipazione, tanto più che essa si è palesata attraverso un commento esaustivo e circostanziato, segno di autentico interesse per il romanzo e per il mio (modesto) articolo critico.
    Mi fa piacere che abbia lavorato in classe con "Cuore", accanto ad altri analoghi romanzi che trattano di valori, è un testo basilare e oserei dire irrinunciabile.
    Un caloroso saluto e a rileggerci...

    RispondiElimina
  15. Ottima scelta quella di inaugurare il blog nella sua nuova veste di "Vetrina Letteraria" con questo dotto articolo di Nigel. Congratulazioni ad entrambi.
    Il libro "Cuore" edito nel 1886, per espressa dichiarazione del suo autore, intendeva rivolgersi particolarmente ai ragazzi tra i 9 e i 13 anni, ma sicuramente tante delle generazioni del secolo successivo si sono commosse alle storie in esso narrate ed hanno attinto da quelle pagine l'insegnamento di valori morali mai passati di "moda".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buonasera Krilù,
      apprezzo molto sia la visita (che condivido con la valente titolare di questo spazio) che l'attenzione riservata al mio articolo.
      Naturalmente, concordo sull'universalità spazio-temporali dei valori umani, che hai giustamente ripreso, considerandoli il nucleo del libro.
      Un cordialissimo saluto.

      Elimina
  16. Articolo puntuale e incisivo... direi illuminante.
    Oggi abbiamo perso valori, etica e morale perchè abbiamo abbandonato gli insegnamenti che ci venivano da buoni esempi , anche letterari come potevano essere le vicende narrate da De Amicis.
    Ma non è il solo autore ad essere stato messo in soffitta. Io ricordo anche lo studio, fin dalle elementari, delle favole di Fedro, con analisi e insegnamento della relativa morale. Oggi i ragazzi non sanno neanche chi sia Fedro e De Amicis .
    Penso che si corra con troppa facilità dietro ai falsi miti odierni... ma non è solo "colpa" della scuola ... è il contesto, a cominciare dalla famiglia, che si crogiola nel superficiale, nelle mode e falsi miti.
    Dovremmo fare tutti una grande riflessione.
    Grazie Antonio per questa riflessione. Grazie Gianna per averlo pubblicato.
    Rinnovo la mia stima per questo spazio e per la sua autrice e auspico un "ad majora" per la nuova veste assunta.
    Baci a tutti ! :) <3

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Miryam,
      bentornata in questo blog, dove anche io sono ospite, onorandomi di buttar giù qualche riflessione.
      E' vero: non è tutta colpa della scuola, così come non lo è l'attuale situazione di degrado e dissoluzione dei veri valori della vita, cui assistiamo pressoché impotenti, da diversi anni.
      Io credo che a determinare tale situazione siano state varie concause, a partire dalla contestazione del Sessantotto che, accanto a necessarie e sacrosante conquiste sociali, ha prodotto gli eccessi a cui ho fatto riferimento nell'articolo.
      Taluni comunicatori, dalle loro posizioni privilegiate, hanno legittimato tali eccessi, contribuendo a generare il caos. Il resto, naturalmente l'ha prodotto la storia di questo ultimo trentennio, in cui si sono registrate trasformazioni epocali nei nostri usi e costumi!
      Grazie per l'attenzione e il lucido commento!
      Un caro saluto.

      Elimina
    2. Sì My, un ottimo inizio e speriamo di continuare così bene...

      Gerazie del tuo efficace commento.

      Elimina
  17. Auguri a Gianna per il nuovo blog. Complimenti a Nigel per l'articolo sul libro Cuore, parole che fanno riflettere, un saluto a tutti.

    RispondiElimina
  18. Ciao Ale,
    apprezzo molto la visita, così come l'attenzione che hai dedicato al mio post.
    Un caro saluto e a risentirci presto ;-)

    RispondiElimina
  19. Muito legal, Gianna!
    Lhe convido a ler minha nova poesia!
    Grande abraço e sucesso!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buonasera Evandro,
      comincio col ringraziarti io della gentile visita, poi lo farà Gianna, la titolare di questo spazio, nel quale ho il piacere di scrivere ;-)
      Un cordiale saluto.

      Elimina
    2. Grazie della visita Evandro.

      A presto.

      Elimina
  20. Wow! Guarda che pubblicazione! Congratulazioni, caro amico (e anche per te, Gianna dal nuovo spazio). Penso che ci sia un sacco di materiale da discutere qui, e quello che scrivi potrebbero essere estese ad altri romanzi, oltre a Cuore, e altrove! La questione dei valori morali e il modo sbagliato di giudicare alcuni aspetti del passato come "demodé", mi sembra una malattia universale, non limitata soltanto all´Italia. Credo che come societá globale dovremmo rivedere questo tema, per il bene dei nostri giovani, e rivalutare cosa stiamo facendo con i valori ereditati oggi. Io non avrei potuto sintetizzare il mio parere meglio di quello che tu lo hai fatto. Caldo abbraccio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Patzy,
      devo dire che, grazie all' intuito ed al buon senso, hai anticipato alcuni argomenti che intendo trattare in futuro, ovvero la recensione di testi che stimolano al recupero dei valori veri della vita.
      Come ben sai, questa è una società caratterizzata dalla ricerca dell'avere, piuttosto che dell'essere, dunque c'è bisogno di contribuire - nel nostro piccolo - ad invertire questa sciagurata tendenza.
      Non si tratta, beninteso, di compiere un'opera moralistica, ché sarebbe pedante e si rivelerebbe inutile, ma di stimolare le coscienze più avvedute a vigilare e a diffondere elementari principi di umana solidarietà e rispetto del prossimo.
      Grazie della preziosa partecipazione ;-)
      Un caro saluto

      Elimina
    2. Grazie a te per la gentile presenza, Patzy

      Elimina
  21. Ciao Gianna complimenti per questa prima,
    condivido pienamente con quello che 'l amico Guardiano a scritto riguardo i cambiamenti della scuola e i valori che si son persi e che continuamente si perdono, per decenni ho fatto parte di consigli di classe e mi sono reso conto che tante vittorie nei confronti della scuola per ne sono risultate della sconfitte e la colpa non e dei insegnanti ma dei genitori che danno sempre ragione ai propri figli. non mi allungo perché non vorrei scrivere qualche strafalcione,
    ciao Guardiano buona serata.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' un articolo letterario interessantissimo, Tiziano.

      Elimina
  22. Ciao Tiziano,
    considero questo contributo lucido e pertinente, tanto più che conferma una teoria che ho spesso espresso in altri miei interventi sulla crisi dei valori morali nella nostra società.
    Non stare a preoccuparti troppo dell'ortografia, l'importante è la sostanza, cioè riuscire a comunicare il proprio pensiero e tu lo hai fatto egregiamente!
    Grazie dell'attenzione, un caro saluto e a presto ;-)

    RispondiElimina
  23. Cosa dire di più di quel che hai scritto così perfettamente tu, Nigel, e che hanno detto altri. Posso solo concordare... E con tutto il cuore ed estrema sincerità confermo che "Cuore" per me è un libro da leggere e rileggere assolutamente, per cercare di tornare a certi valori che sono andati perduti.... A me non piace che ci siano sempre più Franti e sempre meno Garrone : mi fa male che l'onestà e la bontà siano dileggiate e messe da parte....in casa nostra "Cuore" è un libro molto vissuto, come dice Rita...e di tanto in tanto lo riprendiamo per rileggerne alcune pagine...e quando leggo episodi come quello del piccolo scrivano o di Ferruccio, non posso fare a meno di commuovermi.
    Gianna questo è un buon inizio per rinnovare come vuoi tu questo blog. Un abbraccio a te e cari saluti a Nigel e a tutti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Come inizio, sono felicissima, Paola.

      Abbraccio.

      Elimina
  24. Ciao Paola,
    io già le immagino le obiezioni dei nemici di "Cuore", direbbero che questo è un articolo "buonista", quando, secondo loro, di buono negli esseri umani c'è ben poco, cosa - a mio modesto avviso - non vera, perché le "cose buone" esistono: generosità, solidarietà, etc, soltanto che l'odierna tendenza è di enfatizzare le doti negative, per cui assistiamo a fenomeni davvero sciagurati per cui i mass media danno risalto ai delinquenti e non ai galantuomini, senza contare la responsabilità di tante trasmissioni tv, che premiano la competizione spinta ed esasperata, ingenerando così il mito dell'affermazione e del successo a "tutti i costi."
    Quando si portano alla ribalta soltanto personaggi negativi, come ladri, assassini, etc si fa un danno alla società, specialmente alla sua parte più immatura.
    Ecco perché io credo ( e non sono il solo) che esempi come quelli contenuti nel libro di De Amicis andrebbero recuperati e riproposti con convinzione.
    Grazie della gentile attenzione e dell'articolato commento.
    Un caro saluto anche a te.

    RispondiElimina
  25. Io sono una di quelle persone che ha avuto la fortuna di leggere e rileggere più volte il libro Cuore.
    E ogni volta per me è sempre stato un’immedesimarmi nei personaggi che più stimavo proprio per quello che rappresentavano e mi trasmettevano.
    Trovo sia stato ed è tutt’ora un libro che sa trasmettere di veri valori, quelli che ormai sono andati persi e direi anche derisi da chi crede di poter vivere padroneggiando su altri e senza aver rispetto di nulla e di nessuno.
    Viviamo ormai in un mondo dove vige la superficialità e dove i sentimenti vengono calpestati, sia tra i giovani che gli adulti.
    E non dovrebbe essere il libro Cuore ad essere definito ipocrita, ma sono quelli che lo reputano tale ad esserlo…persone senza alcun senso morale.
    Io credo che ogni insegnante dovrebbe leggere questo libro nella propria classe ai suoi alunni e ogni genitore ai propri figli.
    Come potremo sperare di tirar su uomini ricchi di valori se non gli vengono più insegnati?
    Una recensione eccelsa nel contenuto e molto esaustiva, complimenti ad Antonio per il meraviglioso modo di esporre a noi attraverso il suo bagaglio, il suo sapere.
    Un caro saluto a te Antonio e a Giannina

    RispondiElimina
  26. Ciao Betty,
    da quando ti conosco, sia pure attraverso il mezzo virtuale, mi sono accorto che tutto ciò che scrivi viene da un retroterra "giusto", corretto, altrimenti non potresti essere la bella persona che sei, qualità che dimostri quotidianamente in tutto ciò che fai.
    Ci sono molte ragioni, per cui un individuo è sensibile e un altro no: l'educazione ricevuta, le frequentazioni umane e letterarie, etc... dunque ho motivo di credere che tu sia stata avveduta e fortunata nelle scelte compiute.
    Se io godo della stima di qualcuno è proprio perché mi sono stati trasmessi i giusti principi, come è accaduto a te.
    Grazie della preziosa testimonianza e grazie di essere tornata a "rallegrarci" con la tua presenza.
    Un calorosissimo saluto.

    RispondiElimina
  27. Da bambina ho letto "Cuore" e non solo (ero una divoratrice di favole e fiabe prima ancora di saper leggere), come forse allora si usava fare mi fu regalato ma devo dire che non ricordo molto se non "La piccola vedetta lombarda", "Il piccolo scrivano fiorentino"... e tutto il dolore che mi lasciarono dentro... mi sembra di averli ingenuamente letti e riletti sperando di aver capito male! Vedevo un mondo di adulti incapace di difendere i suoi bambini! Il Cuore straziato è l'unica cosa che mi viene in mente da dire! Ricordo che nessuna delle chiavi di lettura fornitemi ai tempi mi piacque...non l'ho proposto come lettura ai miei figli. Sono consapevole che probabilmente si tratta di un mio limite, ma l'attenzione si focalizzò solo su quel genere di racconti: bambini eroici che in qualche modo pagavano con la sofferenza e la morte! Purtroppo la mia esperienza con quel libro è questa ma chissà che un giorno non lo riprenda.
    Su tutto il resto sono d'accordo, il ruolo educativo minato alla base, generazioni allevate a furia di slogan inneggianti diritti senza tener conto del fatto che gli stessi diritti li hanno anche gli altri; purtroppo sembra di vivere nell'epoca del tutto permesso e tutto concesso e gli strumenti per sensibilizzare, educare etc. di certo non mancano, gli adulti si formano da bambini e genitori sempre pronti a scusare e giustificare temo non aiutino a responsabilizzare né a far prendere consapevolezza. E' pur vero che viene data larga eco a pessimi modelli... forse un piccolo cambio di rotta potrebbe essere utile a prender esempio dai buoni esempi!
    Buona serata

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' vero, alcuni episodi di Cuore sono stati scritti a "forti tinte", com'era in uso all'epoca, giusto per stigmatizzare il sacrificio dei figli, che talvolta s'immolano per gli adulti. Effettivamente, sono un po' impressionanti, io stesso ne rimasi colpito.
      D'altra parte, scrivere di adulti che s'immolano per i giovani sarebbe stato scontato, visto che questo avviene sin dalla notte dei tempi.
      Va aggiunto che le storie un po' tristi di Cuore fanno da contrappunto ad analoghe storie, molto più diffuse, sui lupi cattivi, sugli orchi e sui fantasmi, che hanno prodotto molto più danno!
      Nei racconti, così come nella realtà, c'è sempre la lotta tra il bene e il male, l'importante è saper capire nel tempo che le categorie non sono così dicotomiche, così nettamente distinte, ma molto più sfumate, anche se alla fine una scelta fra l'una e l'altra bisogna farla.
      C'è un momento in cui siamo chiamati a scegliere, a schierarci ed è questo che fa la differenza.
      Grazie, Gabriella, per la tua sincera testimonianza e grazie innanzitutto per la gentile partecipazione.

      Elimina
  28. Complimenti vivissimi, Nigel! Faccio mia ogni tua parola spesa per "Cuore", libro che devo proprio decidermi a rileggere. Complimenti anche a Gianna per la collaborazione che ti ha fornito: ottima scelta, la sua, quella fatta con te!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro Adriano,
      è veramente una sorpresa rivederti nella blogsphère!
      Spero vivamente che sia un ritorno definitivo.
      Grazie per il graditissimo commento e a risentirci presto.
      Un sincero abbraccio.

      Elimina
  29. Adriano, i tuoi complimenti sono davvero graditi, grazie !

    RispondiElimina
  30. Gianna, hai ben scelto l'autore di questo post.
    Quel libro l'ho letto ,in me ha lasciato delle tracce che ancora oggi ricordo.
    E' un libro carico di grandi valori e mio padre quando lo leggeva ci raccomandava di tenerli sempre nel cuore
    Buona notte Rakel

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Rakel,
      comincio col ringraziarti io della gentile visita e dell'apprezzamento, poi lo farà la titolare di questa "storica" Vetrina.
      Buonanotte.

      Elimina
  31. Infatti, il merito del successo di questa Vetrina va ai validi autori letterari...di cui io pubblico gli elaborati.

    Grazie della visita, Rakel.

    RispondiElimina