mercoledì 6 novembre 2013

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POESIE IN VETRINA : ROSANNA




 PAURA A CENA

Tremo in nome e per conto
di una vita stampata
in fogli di neve
ho un brivido gelido,
vibro la fame di stabilità
l’ apparente perfezione;
sul viso gocce di dolore freddo
impallidisco
poi arrossisco.
Gli altri mi guardano, tutti!
Al centro dell’attenzione
di nuovo…
A cena gustando  la vita
uno schizzo scuro mi è arrivato addosso
fango, caffè
o sugo d’anima bruciato?
Si espande, macchia inatteso
penetra ogni fibra
investe la pelle
la inumidisce raffreddandola
mi insudicia.
Diventata ormai  impresentabile
mi nascondo
mi arrabbio
ma poi mi scuoto
forse è solo l’abito ad essere sporco…



14 commenti:

  1. un'interessante composizione... con un finale che porta a meditare.
    grazie di averla condivisa.
    A presto
    Franca

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  2. ciao Gianna grazie per queste bellissime riflessioni poetiche di Rosanna, originali e molto realistiche, quasi recitate platealmente, sembra infatti di assistere alla scena, penso sia una specie di insicurezza per tutto cio' che ci circonda, la paura di essere contaminate, un desiderio di rinascita, che porti ad una vita serena e normale, senza piu' sofferenza interiore, complimenti a Rosanna, buona serata a tutti a presto rosa.

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  3. Poesia originale, che fa riflettere
    ciao Gianna buona giornata.

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  4. Il confronto con gli altri ci fa paludare poichè il mondo esterno non comprende la nostra vera natura, travisando la realtà , per cui il vetro dietro cui ci si pone diventa lo schermo di difesa della vita e dell'io interiore in modo tale che nessuno riesca a contaminare nonostante tutto.Sempre brava Rosanna. Cari saluti alla socia del club

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  5. Molto originale la nostra Rosanna.
    Non è cosa semplce partendo da una macchia fatta sul vestito e trarne dei bellissimi versi!
    Complimenti!

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    1. Grazie del commento pertinente, Nella.

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  6. Interessante poesia . Un racconto metaforico in versi che rimanda alla condizione della nostra vita, a come la viviamo e a come ci presentiamo agli altri e soprattutto a noi stessi.
    Una poesia introspettiva che ci " costringe" a riflettere sulle azioni e insicurezze con cui conviviamo nel quotidiano. La chiusa apre alla speranza, possiamo " macchiarci" ma se corriamo ai ripari sarà solo una macchia in superficie, sul " vestito" che possiamo cambiare.
    Bella ed originale. Saluti e baci a Gianna e a tutti i lettori!

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    1. Grazie del tuo prezioso commento, Miryam.

      Bacio

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  7. Riflessioni poetiche molto particolari.... Quando le macchie sono in superficie non c'è da aver paura...del resto spesso l'apparenza inganna ....ciò che più conta è non ingannare noi stessi e sapere che dentro siamo puliti.
    Complimenti all'autrice. Ringrazio ancora Gianna di averla proposta.

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    1. Sono contenta che tu l'abbia apprezzata, cara Paoletta.

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