mercoledì 28 agosto 2013

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POESIE IN VETRINA : MIRYAM


Mi volto indietro e guardo il niente

M’avvolge l’inquietudine scrostante

Vacillo tra  le cocenti pietre

E la fresca riva è distante

È solo un  infernale  istante

Ma non accenna a perire

Non ho protezione

Il sole  randella sulla testa

Ho lasciato a casa l’ombrellone

La crema solare e l’olio per i capelli

E non ho portato neppure il cappello

Sono sfrigolata e  senza  difesa

Avrei una voglia folle di gridare aiuto

Non sono sola, mi segue la mia ombra

Con me c’è lui , non m’abbandona

Il mio pio Orgoglio

Sempre appiccicato, una seconda pelle

Quando l’ho scacciato si è arrabbiato

Gli ho chiesto scusa 

E poi abbiamo pianto insieme

Calpestando fazzoletti intrisi di lacrime

Sotterrandoli  nella terra asciutta

Dove nessuno potrà trovarli

E lui mi sorregge

E mi cattura con la sua forza

La vita corre sugli orli delle siepi

E l’orizzonte appare nuovo

 Ma  l'amico Orgoglio

Forte e bello e maledetto

Non ha protezione per l’insofferenza…

E attrezzati …perbacco!

Non possiamo solo  piangere insieme

Io e te!


26 commenti:

  1. Complimenti alla cara Miryam per questa bellissima poesia, i complimenti vanno anche a te cara Gianna, per la scelta della bella immagine.
    Ciao e buona giornata,
    Tomaso

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  2. Noto in questi versi di Miryam qualcosa di nuovo, come un'esternazione che nasce da un dialogo interiore, serio, sincero, spassionato, una sorta di biopsia dell'anima, eseguita col "bisturi grande".
    Anche le metafore sembrano più dirette e meno pindariche che in precedenza, sicché il testo risulta immediatamente intelligibile.
    Particolarmente riusciti e interessanti certi passaggi, come nel caso di: "ho lasciato a casa l'ombrellone", che esprime chiaramente una certa vulnerabilità di fronte ai fenomeni naturali e, per estensione, agli accadimenti esistenziali. Anche nel caso di: "la fresca riva è distante" si coglie il bisogno di un approdo fidato, sicuro.
    L'argomento trattato è complesso e si presta a tante interpretazioni, ma riconoscere di possedere una buona dose d'orgoglio è già un atto di coraggio.
    L'orgoglio è necessario, direi indispensabile, è un antidoto contro le mortificazioni che la vita ci riserva, un presidio a salvaguardia della nostra dignità, anche se richiede un prezzo, che a volte, è la solitudine.

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    1. Recensione eccellente, Nigel, grazie!

      L'orgoglio, però, secondo me, porta pure a frustrazioni e a forti amarezze...può rovinare irrimediabilmente un rapporto.

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    2. Ciao Gianna,
      grazie per l'apprezzamento; anch'io son dell'avviso che un eccesso d'orgoglio potrebbe rovinare un rapporto in modo irrimediabile, ma ribadisco pure che a volte l'orgoglio è necessario, per tutelarci dalle mortificazioni. Faccio un esempio: non si può pretendere amicizia o amore da una persona che ha dimostrato *chiaramente* di non tenerti in alcuna considerazione.
      Profitto per dirti che nei prossimi giorni potrei essere meno presente, se ciò si verificherà è da attribuire alla mia altalenante connessione Internet.
      Un cordialissimo saluto e a rileggerci.

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    3. Spero di rileggerti...sempre!

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  3. dopo l' eccellente analisi di Antonio,che condivido,non mi resta che complimentarmi con Myriam anche in questa sede
    buona giornata ad entrambe

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  4. ciao gianna , grazie, molto bella la poesia di Miryam, complimenti, si avvale di originali metafore per enunciare il suo stato d'animo soffeente,ci sono momenti in cui ci aggrappiamo a qualsisi cosa, pur d'uscire da situazioni che ci fanno soffrire, anche l'orgoglio, viene spesso messo da parte, ma serve appunto per conservare una certa dignita', ciao a tutti grazie, buon pomeriggio.) baci rosa

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    1. Per la propria dignità sono d'accordissimo, Rosa.

      Baci

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  5. Mi sono già complimentata nel post di Miryam per questi versi intimistici e penetranti,ma espressi in una diagnosi piuttosto dura.La personificazione dell'orgoglio li rende più incisivi e significativi nell'esplorazione del proprio Io nascosto nel recondito dell'anima . Un abbraccio ad entranbe le belle signore del blog.

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  6. Una lirica interessante, dal contenuto "sofferto", complimenti all'autrice e grazie a Gianna per averla condivisa.
    Cordialità.

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  7. Quanta sofferenza. Ma anche energia positiva.

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  8. Quando si ha stima di se stessi, l'orgoglio non guasta ........
    Ed Ippolito Nievo ha scritto:"Non v'ha orgoglio che superi l'orgoglio degli umili".
    E già ammettere di esserlo è umiltà!
    Un bacio Miryam

    Sempre grande tu Gianna in questa vetrina/scenario di vita!

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  9. Grazie a tutti carissimi amici ed estimatori della poesia come viatico per tirare fuori sentimenti ed emozioni.
    Siete stati tutti carinissimi, commenti bellissimi.
    Nigel ha un dono particolare, "legge nei versi anche i granellini di anima".
    Grazie ad Elisena per l'emblematico verso di Nievo.
    Un bacione cosmico per tutti... e in particolare alla grande Gianna.

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  10. L'orgoglio annienta ogni cosa. (Madre Teresa)

    L’orgoglio è una brutta bestia, bisognerebbe curare le ferite causate da esso…
    Bellissima poesia, complimenti a Miryam
    Un abbraccio a te Gianna e un caro saluto a Miryam

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    1. Condivido il tuo pensiero, Betty cara.

      Abbraccio grande.

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  11. Originali e belle metafore per questa lirica incisiva e profonda, complimenti a Myriam
    Ciao Stefania

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  12. Con molta sincerità Miryam riconosce e parla del suo orgoglio, un orgoglio che addirittura sotterra i fazzoletti intrisi di lacrime....ma confessare il proprio orgoglio che può essere maledetto seppur spesso indispensabile, è una forma di coraggio che aiuta a vivere, anche quando tutto appare difficile e duro da sopportare.

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