martedì 10 aprile 2012

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POESIE IN VETRINA : MIRYAM


Passeggiando tra le rovine del tempo

Ho incontrato la notte silenziosa e stanca

Mi sono tuffata nel suo mantello nero e gelido

Per calmare il dolore delle mie ustioni

Attendo in questo tugurio notturno

Lentamente che rischiari l’alba

E il cielo si popoli di nubi bianche

E scoprire le forme dell’altra vita

Nel secondo atto di questa commedia

Popolata di pensieri immaginari

Che recitano le parti a soggetto

Ho trascorso tanto tempo a scrivere

Passeggiando tra le rovine del tempo

Ignorando spazi dal profumo di vaniglia

Ma non sono un poeta in sintonia

Con i voli della vita e l’armonia della natura

Ne con i miei giorni e le mie notti

Nelle nubi c’è la mia fame e la mie sete

Sono solo un ospite avvolta nel mantello della notte

A difendere dal gelo questo vuoto che mi riempie il cuore


13 commenti:

  1. Stupenda poesia cara Gianna, le poesie di Miryam, mi sono sempre piaciute...
    Ciao e buona giornata amica.
    Tomaso

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  2. ciao gianna grazie, bella la poesia di Miryam, tante volte lo scrivere riempie i nostri vuoti e le nostre malinconie, e' uno sfogo, e' come confidarsi con qualcuno e prendere atto delle nostre emozioni che rimarranno archiviate... per leggerle magari ogni tanto, riassaporandole, ciao grazie complimenti baci rosa buona serata.)

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  3. Carissima Gianna
    complimenti per le belle poesie che proponi.
    Complimenti a Miriam e come ho letto da qualche parte
    ma non ricordo dove:
    "La poesia è la bottiglia di un naufrago
    che gioca col mare.
    Chi la trova ,salva se stesso."
    Un bacio e buona serata

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  4. Ciao molto bella, il saper esprimere le proprie emozioni e chiamarle per nome, alleggerisce e in qualche modo solleva anche il lettore nel ritrovarsi.

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  5. Bellissima! Struggente.
    "Ma non sono un poeta in sintonia

    Con i voli della vita e l’armonia della natura"

    dici tu Miryam
    Ma sei in sintonia con la poesia, è ovvio.
    La trovo come una melodia, dolce e malinconica, la tua poesia.
    Grazie di aver condiviso con noi cara Gianna, un abbraccio.

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  6. Che dire Gianna, Miryam è Miryam, con i suoi versi, la sua poesia è vita, è donna, è semplicemente "il vuoto che riempie il cuore"
    Un grande a Miryam
    Ed uno a te Gianna!

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  7. Una poesia che lascia un brivido,molto intensa,guardare l'anima allo specchio e scrivere come un pittore intinge i colori dalla tavolozza creando per noi una parte di sé,poesia che contiene molto della natura umana,complimenti a Miryam,buona serata Gianna,bacino.

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  8. Ringrazio tutti, davvero di cuore!
    Non ho parole... e non è solo un modo di dire...
    Ultimamente mi sento come "ovattata" e non mi riesce tirare fuori le emozioni... neppure nei commenti. Emozioni che cmq sono sempre fortissime.
    Questo testo è nato così, una sera in pochi minuti... e direttamente dalla tastiera . Una sorpresa anche per me, che amo la penna, l'inchiostro, il foglio bianco che si riempie di parole ....
    Spero di tornare presto ai vecchi tempi e commentare le vostre poesie bellissime che leggo sempre con attenzione ed emozione.
    Baci per tutti.
    Un abbraccio a Gianna! :-)

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    1. Abbraccio ricambiato, Miryam.

      Ti aspetto sempre qui e tu lo sai.

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  9. Pennellate molto romantiche (nel senso proprio di Romanticismo storico, questa è la sensazione che mi danno certi versi,)piene di suggestioni. Certe volte un male di vivere si insinua nell'anima, è una eco dell'angoscia esistenzale dentro ogni uomo...Perchè alcuni (come te o me) ne scrivono? Non so, ma tutta la "causalità" della psicologia ufficiale mi sembra riduttiva da rasentare quasi lo squallore, ignorando quel Tutto che ci circonda e dentro il quale i nostri pensieri prendono forma e di cui sono testimonianza.Baci. :-)

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  10. Come già ho scritto da Miryam, c'è in questi versi una velata tristezza, ma, giustamente Miryam mi ha detto che la tristezza fa parte della nostra vita e c aiuta ad apprezzare meglio le gioie che talvolta incontriamo. È la verità . Brava Miryam eun abbraccio a lei e a Gianna

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  11. Abbraccio ricambiato, Paoletta.

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  12. Grazie Leone ...
    Mi ritrovo nelle tue parole. Noi siamo soprattutto "materia spirituale"... è quella che da forma al nostro "inconscio" ( per dirla come la psicologia) ed è quella che ci guida nel nostro essere e sentirci parte di un qualcosa che ci abita dentro e che a volte, in alcuni di noi, per un bisogno "esistenziale" induce a proiettare gli stati d'animo al di fuori del del proprio io con le stesse suggestioni "vissute" internamente.
    E' così che nascono i versi!
    Grazie! Ciao:-)

    Grazie carissima Paola,
    Proiettare certi momenti al di fuori di se e vederli prendere forma ... come ben sai , aiuta a superare certi momenti. UN BACIO!

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