mercoledì 25 aprile 2012

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POESIE IN VETRINA : BRUNA

 Una donna del mio paese era andata a prendere qualcosa per sfamare i suoi tre figli, a Parma a piedi...quando è tornata non ne ha trovato più alcuno...tutti e tre morti colpiti da una cannonata...
Ricordo uno dei bambini morente che fu portato nella nostra cantina...



IDEA

Rimbombo di cannoni.
Passi cadenzati.
Comandi di voci straniere.
Voci metalliche.
Mormorio di preghiere.
Ticchettio di schegge
sulla porta della buia cantina.
Silenzio improvviso, tremante.
L’orecchio teso del vecchio
che al pari di Diogene
disteso nella botte,
prega senza credere.
Poi l’urlo che tutto squarcia.
Da tempo la campana tace
e non potrà suonare
per accompagnare il dolore
di una madre.
Dei tre nessuno.
Idea era il nome della più piccola,
un nome di speranza, di pace.
Nessuno ha fatto nulla,
e nessuno continua nulla a fare .
E la follia continua.

13 commenti:

  1. Cella cara Gianna la poesia di Bruna ci riporta indietro nel tempo che tutti sperano che non ritornino mai più.
    Buon 25 aprile cara amica.
    Tomaso

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  2. Ciao Gianna,
    grazie per avere messo la mia poesia su un triste ricordo. Mai dimenticherò l'urlo di dolore di quella madre...era mattino presto, ancora buio, tornava da Parma dov'era andata a piedi con un carretto per trovare qualcosa per i suoi bambini...e non ne ha trovato più nessuno...tutti uccisi da una cannonata. Noi siamo la memoria per i giovani ed i ragazzi che stanno crescendo i quali non possono neppure minimamente immaginare quello che è una guerra, e le nostre parole sono importanti per fare comprendere a loro di fare in modo che tutto quello non succeda più. Purtroppo nel mondo ci sono ancora troppe guerre dove a soffrirne sono i più deboli.
    Ancora grazie, un forte abbraccio e un bacione
    Bruna

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    1. Grazie infinite a te, per questa toccante testimonianza, carissima Bruna.

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  3. Una poesia veramente toccante e nella lettura si avverte una notevole emozione da parte di chi ha scritto questa poesia,un testo per non dimenticare gli orrori della guerra,mi sono commosso,complimenti a Bruna,buona serata Gianna.

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  4. Un bruttissimo episodio di vita vissuta è diventato una splendida lirica, cara Bruna.
    Mi è sembrato di sentire davvero l'urlo di quella mamma...credo che non ci sia nulla di più straziante e doloroso.
    Queste sono le testimonianze che devono farci riflettere, e non dimenticare.
    Buona serata cara Gianna, un bacione.

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  5. Profondamente triste,toccante,vera....

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    1. Bentornata zoè!

      Che piacere rileggerti!!!

      Bacioni.

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  6. ciao Gianna, molto triste questa storia e questi pensieri, ma la realta' purtroppo e' anche questa, bellissima descrizione del dolore straziante e dell'atmosfera da paura che regnava a quei tempi, molto commovente, grazie e complimenti a bruna, e' riuscita a coinvolgerci e a farmi riflettere...

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  7. che cosa triste, terribile è un modo per farci riflettere sulla guerra

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  8. Il dolore. Quello sordo, bieco, che lascia annichiliti. E così ben descritto.

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  9. La poesia è grande nei suoi fini , uno dei quali è fissare le memorie per trasmettere non solo emozioni ma anche e soprattutto i ricordi di esperienze soggettive che attraverso i versi diventano oggetti e parti di un tutto in una determinata fase della vita "accerchiata" dal vissuto globale del momento
    La poesia di Bruna descrive il vissuto di un periodo di sofferenza collettiva attraverso il grido di dolore di questa madre che squarcia l'aria e tutto quello che essa contiene.
    Quando si leggono poesie del genere non ci si limita a pensare al solo fatto in sè accaduto ma, attraverso esso viene fuori una "realtà" più ampia vissuta da chi ricorda, immaginata,non con meno dolore, dai posteri. Emozioni dolorose che dovrebbero essere da imput a combattere contro tutte le guerre, affinché non possano mai più ripetersi simili delitti.
    Questo è il vero grande valore della poesia, in questo caso,sociale.
    Un pò come il "Natale" di Ungaretti che ha fissato per sempre il logorio interiore di un uomo appena tornato dalla guerra che ha "fotografato" negli occhi dell'anima tutte le scene raccapriccianti che resteranno per sempre dentro.
    Anche lo stile di questa poesia è ben cadenzato, fluido e costruito attraverso immagini che "descrivono" alla perfezione prima una sorta di prologo per arrivare al devastante epilogo... di cui sono fatte le tante, bruttissime esperienze in terre di conflitti.
    Una grande poesia da tenere come memoria per il presente ed il futuro.
    Bravissima Bruna, complimenti.
    Smack Gianna!

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  10. Leggendola...sembra di essere lì con gli occhi chiusi, nascosti in un sottoscala e sentire tutto ciò che è narrato tra le rime! Peccato, peccato che questa volta non sono solamente emozioni tratte in rima di un poeta! Complimenti Bruna ..Se ti va vieni a leggere la mia "Viva la guerra" (titolo ironico...ovviamente). Ciao.

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  11. Talmente ben descritto quel dolore che mi è venuta la pelle d'oca.... Sconvolgente il dramma di quella mamma! Un brava a Bruna che dà questa testimonianza così importante per i nostri giovani, in un modo assai delicato e insieme molto incisivo.

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