venerdì 2 dicembre 2011

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NATALE IN VETRINA : SARA


ED ERA NATALE(IL VECCHIO )

Era lì,
sui gradini della chiesa
lacero e solo,
in una immobilità statuaria
trasmetteva
l’angoscia delle radici.

Nella piazza anonime figure
si aggiravano distratte,
sospinte dalla fretta,
epidemia del secolo.

Niente e nessuno si turbava
per quella vita ricurva
sullo stelo del tempo,
arresa in solitudine.

Ed il vecchio restava lì,
assente e silenzioso
sui gradini della chiesa,
simile a giostra senza luci,
orfana di bimbi:
lo sguardo perso
nell’egoismo del mondo.

…E d era Natale….

17 commenti:

  1. tremendamente vera e profonda!!!
    Grazie

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  2. che profondi versi.....molto belli ma anche tristi...
    ciao buon pomeriggio :)

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  3. Ciao Gianna,bella poesia,parole che toccano e che fanno riflettere,complimenti a Sara che abbraccio con affetto.
    Ciao Gianna.

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  4. Bravissima, Sara...
    Hai saputo descrivere sapientemente in versi una situazione purtroppo molto reale, sintomatica di una società che non è più capace di soffermarsi sugli "altri"...

    Ciao Gianna, un bacione!

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  5. ciao....che bella e intensa poesia..è difficile scrivere di questi argomenti così delicati..ci vuole sempre una forte intensità nel cuore...ciao..luigina

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  6. Bella la tua poesia, cara Sara,
    che fa riflettere su come sono cambiati i rapporti....ognuno pensa per sé nonostante l'atmosfera natalizia!!!
    Un bacione
    Bruna

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  7. Grazie Luigi,
    buon dicembre.

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  8. E' vera Nanussa,
    sono versi tristi,
    ma è quello che i miei occhi e il mio cuore hanno registrato quella sera di Vigilia.
    Grazie.

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  9. Grande amico Achab,
    un abbraccio e grazie anche a te.

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  10. Verissimo Leonardo: ognuno annaffia il proprio orticello e se ne frega altamente se l'orto del vicino è seccato per mancanza di acqua.
    Un abbraccio.

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  11. Grazie Luigina,
    centrato in pieno.
    Buone Feste.

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  12. Dianuccia!!
    Che bello trovarti anche qui da Gianna,
    dove si respira aria di Amicizia e condivisione verso le coese belle e giuste della Vita.

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  13. Bellissima poesia.
    Anch'io penso spesso a quest'altro triste risvolto del Natale.
    Ma gli altri fanno finta di non vedere... peccato.
    Complimenti alla poetessa!

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  14. Metafore molto efficaci riescono a suscitare in noi un forte senso di disagio, di fronte ad una situazione che, specialmente nel giorno di Natale, appare ancor più disumana.

    La gente non si accorge neppure di quella "vita rìcurva/sullo stelo del tempo/arresa in solitudine", "giostra senza luci/orfana di bimbi".

    Una poesia molto bella, che evita la retorica proprio con queste stupende e originali immagini :-)

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  15. Purtroppo, situazioni del genere, non sono così rare, e a Natale più che mai ,sono qualcosa di disumano e insopportabile..

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  16. Ciao Sara, hai espresso in maniera perfetta una realtà che dovrebbe insegnarci ad aprire il nostro mondo a quello degli altri.

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